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    Insegnare danza...splendida opportunità!

    Credo profondamente che insegnare danza sia una missione educativa, non a caso si parla nei primi anni di studio di propedeutica o di educazione alla danza. Il termine educare deriva dal latino educere che significa “tirar fuori” e l’insegnante di danza ha il compito di tirar fuori le capacità nell’allievo: un approccio scorretto rischia al contrario di inibirle, se ne deduce che la figura dell’insegnante è un modello di riferimento per bambini e ragazzi, non solo tecnica ma "umana". Nel corso della mia esperienza ho verificato più volte che le parole che uso, il modo, i gesti, le attenzioni sono fondamentali per comunicare con bambini e ragazzi, con persone quindi in fase di crescita. L’insegnante di danza non può preoccuparsi solo di come “mostrare” la tecnica ma di come “trasmetterla”, deve avere inoltre grande capacità di entrare in empatia con l'allievo. Con la danza ci si esprime attraverso il corpo e per un adolescente che spesso vive un rapporto conflittuale con il proprio, questo può già creare un problema. Il bambino e l’adolescente inoltre non hanno ancora una completa conoscenza del corpo soprattutto non ce l’ hanno in relazione alla danza quindi una scarsa attenzione nei confronti di questo aspetto può creare confusione nella comprensione dei movimenti da eseguire con conseguente frustrazione e disagio. Ecco quindi che l’insegnante ha il difficile compito di aiutare l’allievo a prendere coscienza delle proprie capacità, dimostrando di saper formulare un programma che tenga conto delle varie fasi di sviluppo.Tutto questo sembra essere scontato, sembra logico che un insegnante debba trasmettere la tecnica della danza ma è proprio sul “trasmettere” che vorrei soffermarmi. Saper danzare non significa necessariamente saper insegnare a danzare, essere un primo ballerino non significa essere più bravo di altri ad insegnare, sicuramente l’esperienza vissuta sul palcoscenico in prima persona è importantissima ma non basta. La danza è un’arte e le leggi che ne regolano l’insegnamento sono differenti da quelle che tutelano l’insegnamento delle discipline sportive, infatti un artista, secondo la Costituzione italiana è libero di insegnare la propria arte. Ma siamo sicuri che questo artista, in questo caso un ballerino, che svolge quindi un’attività motoria oltre che artistica, sia in grado di farlo con bambini spesso anche di quattro o cinque anni? Le competenze qui vanno ben al di là della pura tecnica della danza: esse spaziano dalla conoscenza dell’anatomia umana alla psicologia infantile, dalla medicina della danza alla pedagogia. Un insegnante è un pedagogo qualsiasi disciplina insegni. Per la danza classica esistono diplomi riconosciuti senza i quali l’insegnamento è vietato ma, per la danza moderna fino a poco tempo fa non esisteva nessun obbligo di titoli. Oggi grazie alla Federazione Italiana Danza la situazione sta cambiando, un’insegnante prima di definirsi tale, dovrà dimostrare le sue competenze davanti ad una commissione di docenti esperti in sede d’esame. I diplomi, difficili da ottenere, hanno valore in quanto la federazione ha ottenuto nel 2003 il riconoscimento giuridico da parte dello Stato italiano e presto saranno obbligatori. Tra breve i diplomi federali saranno riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione.  Concludo riassumendo le qualità che dovrebbero contraddistinguere un buon insegnante di danza: conoscenza storica e tecnica dello stile di danza di sua competenza, dell’anatomia umana, della pedagogia generale e della danza, della psicologia dello sviluppo, della musica e non ultima una buona capacità linguistica, sono convinta che la padronanza della lingua sia alla base della comunicazione e quindi delle relazioni umane. Ovviamente sono fondamentali gli aspetti artistici: come la precedente esperienza di danzatore, le nozioni di trucco e costume di scena, la sensibilità e l’interpretazione. Questo non vuole essere un protocollo per diventare perfetti, ma è lo sforzo continuo che l'insegnante dovrebbe fare giornalmente, guardando sempre al futuro con grande spirito di ricerca, sicuramente soddisfatto per i successi ottenuti ma capace di mettersi sempre in discussione e cercando di imparare continuamente.Per molti danzatori insegnare danza è un ripiego nei periodi di scarso lavoro teatrale o televisivo, per altri è l’unico futuro possibile, per altri ancora è il tramonto della carriera ma per molti è un traguardo. Un traguardo non è la fine di qualcosa ne’ l’unica ormai che si possa fare, al contrario è una vittoria auspicabile ad ogni danzatore. Credevo che nulla potesse superare l’emozione che si prova danzando su un palcoscenico, invece una volta finito il lavoro annuale, vedere i tuoi allievi sul palco, vedere come vivono quell’esperienza del saggio di fine anno, beh…l’emozione è molto più forte e profonda!

    Carla Di Toro